Universitari e mondo del lavoro: nuova ricerca condotta da Gi Group e Tutored

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Millennials e GenerazioneZ hanno bisogno di formazione e competenze per poter entrare a far parte del mondo del lavoro e non temere lo skill mismatch. Le aziende devono far fronte a queste nuove esigenze per anticipare le tendenze del mercato

Nel 2025 i Millennials e la Generazione Z costituiranno ben il 75% degli occupati a livello globale, per questo è fondamentale e vantaggioso per le aziende conoscere i bisogni, le attese, le ambizioni e le preoccupazioni delle giovani generazioni, così da agevolarne l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro e anticipare le tendenze del mercato.

In vista di questo scenario, Gi Group, la prima multinazionale italiana del lavoro, e Tutoredpunto d’incontro digitale tra studenti universitari, neolaureati e aziende, in collaborazione con ODM Consulting, società di consulenza HR di Gi Group, hanno ritenuto importante realizzare la ricerca “Universitari e mondo del lavoro” con l’obiettivo di indagare l’approccio dei candidati al mercato del lavoro e i fattori fondamentali che guidano le loro scelte professionali.

La ricerca è stata condotta su un campione di 1288 laureandi e neolaureati, registrati sulla piattaforma Tutored, tra i 18 e 35 anni.

 

Che cosa rappresenta il lavoro per i giovani di oggi?

Ciò che è emerso dall’indagine di Gi Group e Tutored è che per i giovani il lavoro è questione di competenze e formazione. Si tratta di competenze trasversali e formazione continua: elementi chiave per distinguersi nel mercato del lavoro, ma anche fattori di maggiore preoccupazione per Millennials e Generazione Z, aumenta anche l’importanza del work-life balance.

Vediamo quali sono state le risposte dei giovani: il 39,1% degli intervistati, infatti, vede il lavoro come percorso di crescita personale e professionale. Un dato che prevale sulla componente strumentale della sicurezza e stabilità economica (13,6%), la quale, vista l’epoca di incertezza che stiamo vivendo, si posiziona comunque sul podio tra i significati maggiormente associati al lavoro. Il 16%, invece, lo identifica come componente necessaria della vita che deve combinarsi con esigenze personali. Il concetto di work-life balance, tradizionalmente connesso alla gestione dei carichi familiari, diventa, quindi, oggi un tema centrale anche per Millennials e GenZ.

Inoltre, secondo i giovani intervistati, tra gli aspetti fondamentali per trovare occupazione, emergono anche:

  • competenze trasversali (37%), come problem solving, proattività, capacità relazionale
  • competenze digitali (17%), tra le più richieste nel mercato del lavoro.

Il mondo digitale, infatti, influisce in modo favorevole sugli scenari futuri percepiti dalle due generazioni e rappresenta uno strumento utile per trovare occupazione, tanto che il 51% dei rispondenti si affida a canali online e siti Internet per cercare lavoro.

“I dati che emergono da questa survey – commenta Gabriele Giugliano, CEO e co-founder di Tutored – ci restituiscono uno spaccato importante di come la next-gen di lavoratori stia modificando, a causa anche di importanti fattori esogeni, non solo la propria concezione di lavoro, ma anche l’approccio stesso ad un sistema che sembra andare ad una velocità diversa e maggiore rispetto al classico percorso di studi.

 

Quali sono le preoccupazioni dei neolaureati?

Coerentemente, il tema della formazione continua e dell’upskilling (28%) si posiziona tra i fattori fondamentali nella ricerca di un impiego, con lo scopo di entrare più rapidamente in un mercato del lavoro sempre più flessibile e in costante mutamento. Il tema ritorna però anche tra le maggiori preoccupazioni: 1 giovane su 2 (55%) teme il cosiddetto skill mismatch, ovvero il disallineamento tra formazione universitaria, titoli di studio e competenze richieste dal mercato del lavoro, mentre il 43% del campione è preoccupato sia dall’impossibilità di raggiungere l’indipendenza economica per lasciare il nucleo domestico, sia dal non ricevere risposta ai molti curricula inviati.

“La centralità che i Millennial e la GenZ danno in questa survey alla formazione e allo sviluppo delle competenze è un segnale, a mio avviso, positivo. Questi elementi, che da sempre promuoviamo come Gi Group, sono i driver principali affinché un giovane sia attrattivo per le aziende e più in generale affinché le persone restino occupabili nel tempo. – commenta Zoltan Daghero, Managing Director di Gi Group Temp&Perm – Il forte disallineamento delle competenze, il cosiddetto skill mismatch che caratterizza il mondo del lavoro attuale, è in gran parte dovuto alle due transizioni che interessano il mercato, quella ecologica e quella digitale. In questo scenario in forte evoluzione, i programmi scolastici faticano a tenere il passo, per questo crediamo nel ruolo di ponte tra scuola e impresa che ricopriamo e che ogni anno cerchiamo di rafforzare lanciando nuove iniziative. 

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