Flow, lascia scorrere le idee

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Il flusso di idee, se incanalato correttamente, può portare molto successo. L'idea di Flavia Rubino vuole portare le idee al massimo sviluppo a 360°. Nessuno meglio di lei avrebbe potuto spiegare questo nuovo progetto.

Flavia Rubino 01

Ci sono momenti nella vita che possono essere scioccanti e al tempo stesso aprirci a nuove opportunità: sta a noi sceglierne il destino.
Indubbiamente Flavia Rubino ha preso in mano la situazione e sta condividendo – anzi, come ci tiene a precisare, sta co-creando – il suo prossimo progetto con tutti quelli che avranno il piacere di seguirla: “Anziché mettere la vita in stand by, ho deciso che le idee non si fermeranno mai” commenta.

Chi è Flavia Rubino

Flavia Rubino

Dopo una lunga carriera nel marketing delle multinazionali del largo consumo, nel 2008 decide di aprire il suo blog e si innamoa di un nuovo marketing della Conversazione basato sullo scambio collaborativo di idee tra aziende e utenti. Nel 2010 ha fondato The Talking Village, agenzia consumer-centrica che sviluppa progetti innovativi di ricerca, formazione e comunicazione; e nel 2015 crea YourBrand.Camp, una piattaforma di “Influtility”, per un influencer marketing basato sull’autentica co-creazione di valore tra brand e creator digitali. Oggi aiuta professionisti e imprese a migliorare i loro modelli di marketing e comunicazione grazie al suo metodo Lean Branding Model che unisce il Design Thinking al branding strategico. Il modello è spiegato in modo accessibile a tutti nel suo podcast “Lean Branding”, e sarà presto un manuale in libreria.
Flavia commenta così: “Ho avuto varie stagioni creative come imprenditrice digitale, ma il mio percorso ha sempre seguito il filo conduttore del marketing collaborativo e della co-creazione con piccoli team di menti aperte e intraprendenti”.

Flavia, allora raccontaci cos’è successo…

Lo scorso 27 maggio ero appena uscita di casa con la mia moto, quando un grosso camion delle consegne ha ignorato una precedenza a un incrocio e mi ha travolto, sbalzandomi di sella e facendomi volare per parecchi metri. Sono grata di essere ancora viva, ma le conseguenze per la mia tibia sono state molto gravi. Tra varie operazioni chirurgiche e riabilitazioni, non so ancora quale sarà l’esito finale per la mia gamba. La cosa che più mi dispiace è che di lì a un paio di giorni, avrei cominciato ad arredare uno speciale ritiro (di cui per ora non rivelo la posizione) per farne un coworking/coliving molto particolare, in mezzo a un bosco.

In cosa consiste il progetto e perché si chiama FLOW? Cosa significa?

Il progetto FLOW consiste nella riqualificazione di una struttura storica, immersa nella natura e inserita in un ecosistema locale di borghi che nel mio piccolo voglio contribuire a valorizzare, coinvolgendo la più ampia comunità possibile di operatori locali e mettendoli in contatto con viaggiatori, esploratori, nomadi digitali, freelance, creativi, smart workers, formatori, team aziendali, startup… Sto ancora esplorando tutte le potenzialità dell’idea, dai laboratori creativi agli eventi di formazione o team building.

Il nome significa “flusso”, ma è anche legato al concetto di Flow che è stato sviluppato dallo psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi. I suoi studi hanno dimostrato che le persone che eseguono al meglio un’azione che rientra nelle loro capacità sono più serene e motivate, e questo si applica alle attività intellettuali come a quelle fisiche. In questo flusso di energia tutto scorre naturalmente, e tutte le proprie risorse sono usate al meglio.

FLOW può quindi racchiudere molti significati positivi e indica un’alleanza positiva tra uomo e natura, tra mente e corpo: il flusso incessante delle idee, così come lo scorrere dell’acqua (nella proprietà passa anche un ruscello), del tempo, degli elementi. “Lascia scorrere le idee” sarà il motto della squadra che andrà a crearsi.

Grazie a un ambiente immerso nella natura, l’obiettivo sarà creare un’atmosfera intima e gradevole, ideale per lavorare ma anche per staccare, per ospitare per brevi o lunghi periodi gli spiriti liberi di ogni provenienza, e raggiungere questo stato ideale di flow creativo.

Per quando è previsto il lancio?

Non lo so ancora, purtroppo, data la mia difficile vicenda. Ma ho deciso di trasformare questa dolorosa battuta d’arresto in un’opportunità per conoscere persone interessanti online e farle innamorare dell’idea di questo posto.

Come funziona la co-creazione di FLOW?

È molto semplice: basta seguire la pagina @flow_coliving su Instagram e contribuire con le proprie idee. Chi volesse farsi avanti perché ha una particolare competenza (per esempio in materia di bandi di finanziamento, o amministrazioni locali), può certamente contattarmi in privato.

Come dicevo, continuo quello che da sempre faccio online: mettere in contatto i brand con… Una volta erano blogger, poi influencer, ora si chiamano creator. Solo che stavolta il brand sono io, ed è il mio progetto più intimo e personale. Lo faccio per creare una dimensione in cui stare bene in prima persona (dove lavorare, tenere workshop di marketing, leggere davanti al camino, scrivere, farmi un daiquiri) e poi, mi auguro, poter condividere tutto questo con quanti vorranno unirsi a me di persona.

Ci sarà una selezione delle idee?

Certo! Stiamo già parlando di una library, di silent disco, cocktail bar, e tutto un palinsesto di possibili eventi.  In seguito le idee verranno votate dalla community, e realizzerò quelle più interessanti (e fattibili, ovviamente!), documentando i lavori passo per passo.  È una specie di crowdsourcing di idee, e i migliori contributor un giorno potranno godere del mio open bar: è una promessa, e chi mi conosce sa che non dimentico mai una promessa!