Diversity Media Awards 2022

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Presentata ieri a Milano la ricerca annuale sulla rappresentazione inclusiva nei media italiani. Aprono le votazioni per i vincitori dei Diversity Media Awards, gli Oscar dell'inclusione

Ieri è stata presentata la ricerca annuale sulla rappresentazione delle diversità nei media italiani di Informazione e Intrattenimento, Diversity Media Report 2022 (DMR), condotta da Diversity in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia e con il Comitato Scientifico di Diversity proveniente dalle maggiori università italiane. La presentazione si è tenuta a Palazzo Marino e vi hanno partecipato:

  • Elena Buscemi – Presidente del Consiglio comunale di Milano
  • Francesca Vecchioni – Presidente di Diversity e ideatrice dei Diversity Media Awards
  • Monia Azzalini – Ricercatrice all’Osservatorio di Pavia

Per Milano è sempre importante poter presentare i Diversity media awards. Siamo una città aperta e inclusiva, laboratorio per la difesa dei diritti, e ogni anno accogliamo con piacere e convinzione questa iniziativa, patrocinandola e sostenendola, perché rappresenta prima di tutto un esercizio, un momento di analisi e confronto utile anche a noi stessi: vedere come i media rappresentano la diversità ci aiuta a riflettere su quanto ancora possiamo fare in direzione dell’inclusione sociale.
Elena Buscemi

Diversity Media Awards

Come ogni anno, i prodotti mediali emersi dal DMR entrano in nomination per i Diversity Media Awards 2022, che premiano personaggi e contenuti mediali che si sono distinti per una rappresentazione valorizzante delle persone su temi di genere e identità di genere, orientamento sessuale e affettivo, età e generazioni, etnia, disabilità, di cui si è aperto oggi il voting online: i vincitori e le vincitrici saranno premiati il 24 maggio nel corso di una serata-evento al Teatro Franco Parenti condotta da Michela Giraud, M¥SS KETA e Diego Passoni e trasmessa per la prima volta su Rai1 – sabato 28 maggio in seconda serata – per il suo alto valore di servizio pubblico, come sottolineato dal Direttore di Rai1 Stefano Coletta.

Informazione televisiva

Dall’analisi dei dati sull’informazione televisiva italiana (ricerca condotta sulle 42.572 notizie andate in onda nelle edizioni prime time dei sette principali Tg italiani dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021) è emerso che nel 2021 l’emergenza Covid-19 non monopolizza più l’agenda dei principali Tg nazionali. Cresce del 6% l’attenzione per temi, persone ed eventi pertinenti Genere e identità di genere, Orientamento sessuale e affettivo, Età e generazioni, Etnia, Disabilità, con un’incidenza di notizie totali del 23% sull’agenda complessiva, valore identico a quello registrato nel 2019 pre-pandemia.

Età e generazioni, Etnia, Genere e identità di genere sono le tre diversity più frequenti nell’agenda dei Tg mentre Disabilità e Orientamento sessuale e affettivo rimangono marginali (1,2% e 0,8%) nonostante il 2021 sia l’anno della discussione parlamentare del DDL Zan, volto a contrastare abilismo, omobitransfobia e violenza di genere. Ma più che la quantità delle notizie, è la loro tipologia a mostrare un certo immobilismo dell’informazione nella tv italiana: i criteri di notiziabilità che dominano l’informazione sulle diversity continuano ad essere l’agenda politica e le bad news. Si intravede però qualche segnale di cambiamento verso un’agenda volta a valorizzare le diversity: un caso esemplare è rappresentato dall’informazione quotidiana sulle Paralimpiadi di Tokyo.

Intrattenimento

Si confermano, anche nel 2021, più attenti al racconto delle diversity i prodotti di entertainment. L’analisi condotta dal Diversity Media Watch su oltre 180 prodotti (tra i 300 segnalati dal basso come inclusivi) ha fatto emergere nel 2021, rispetto all’anno precedente monopolizzato dalla pandemia, un ampliarsi dei temi trattati, soprattutto nei prodotti più legati all’attualità come programmi tv, radio, mondo digital. In linea generale, analizzando tutte le categorie, si riscontra nel 2021 una sottorappresentazione della disabilità, con forti criticità anche nel linguaggio utilizzato e nell’uso elevato di immagini stereotipate.

Un’attenzione particolare è stata data invece al racconto delle generazioni giovani, protagoniste di numerosi prodotti cinematografici, seriali e digitali nel 2021, in cui il tema generazionale si intreccia spesso con altre aree della diversity. Oltre il 72% dei prodotti analizzati coinvolge in modo trasversale più aree della diversity, soprattutto nella serialità internazionale, in quella kids e nel mondo digital. Quest’ultimo in particolare, continua a dimostrarsi capace di ampliare i punti di vista, dando visibilità e profondità a tematiche spesso relegate ai margini come asessualità, autismo, salute mentale, fatfobia.

I podcast si affermano nel 2021 sempre più uno strumento di divulgazione e approfondimento sui temi della Diversità e Inclusione (D&I), grazie alla loro verticalità, mentre il cinema italiano risente ancora fortemente delle conseguenze della pandemia: le persone stentano a tornare nelle sale, come si evince dalla pressoché totale mancanza di segnalazioni dal basso di opere visibili solo al cinema e non sulle piattaforme di streaming.

Nei programmi tv mainstream le persone sono ancora troppo spesso ‘narrate’ che rese protagoniste dei propri racconti; sono l’oggetto, non il soggetto. Manca ancora un’espressione della diversità inserita naturalmente nell’offerta mediatica e libera da schemi e registri stereotipati. Segno, probabilmente, che la produzione televisiva, rispetto ad altri canali come le serie tv, i prodotti digitali o i podcast, per esempio, sia più portata a ritenere il proprio target meno capace di ‘comprendere’ alcune tematiche legate alla diversità.
Francesca Vecchioni

 

 

Fino al 29 aprile i prodotti mediali risultati più inclusivi dall’analisi del DMR potranno essere votati dal pubblico su www.diversitymediaawards.it

 

Fonte video in evidenza: Diversitylab – YouTube

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